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Allora, non avevo nulla da fare e mi è venuta l'ispirazione ^^

perciò ho deciso di scrivere questa (stronzata) storia per puro diletto personale ^^''

In molti mi chiedono: come sei diventata una killer? Beh, fatemi cominciare da quando iniziò quell'incubo...

Ricominciai a scappare, anche se avevo le gambe che continuavano a grondare di sangue, anche se ero senza fiato, continuai a correre verso la spiaggia. Sapevo che quelle tre mi erano alle costole, che erano ad un soffio da me. Mi ritrovai davanti al mare, ormai scuro e sporco a causa dell'inquinamento: ero bloccata. Venni circondata dal trio in pochi secondi, e tutte e tre avevano un volto sadico; la prima si avvicinò a me e disse - Bene bene bene. Guarda un po', cos'abbiamo qui? - Cominciai a tremare, mentre le tre si avvicinarono sempre di più. Mi presero e mi buttarono a terra, tra i vetri rotti delle bottiglie di vino, tra cui una si conficcò al mio braccio, gemetti dal dolore. Le tre ragazze cominciarono a picchiarmi, a tirarmi calci, pugni allo stomaco, facendomi sputare sangue ad ogni colpo. Una del trio prese un pezzo di vetro e mi fece tagli profondi sul viso e sugli arti, superiori e inferiori. Quandò si fermarono, io boccheggiai mentre il liquido scarlatto cominciò a scorrere fluido fuori dal mio corpo, ormai pronto a spirare. Ma a loro non bastò. La capobanda prese un pezzo di vetro - abbastanza affilato - un po' ricurvo. Si abbassò al mio viso e disse - Questi non ti serviranno più - e con un colpo secco conficcò il vetro nella parte inferiore del mio occhio, facendomi mancare quel poco fiato che avevo. Spinse verso l'alto, strappando ogni muscolo  e staccando il mio occhio. Tolse il vetro e fece il medesimo procedimento con l'altro occhio. Cercai di nuovo di urlare, ma la voce non usciva. Dalle orbite uscirono lacrime di sangue, che scesero creando un percorso color rubino su tutto il mio volto. Le altre due mi sollevarono e mi lanciarono in mare, dove sprofondai in men che non si dica. Passarono minuti, ore, e forse anche giorni, chi lo sa. Ma io capii di essere ancora viva solo nel momento in cui sentii una voce chiamarmi, era una voce femminile, e alquanto acuta. La seguii finchè un bagliore non mi accecò. Aprii gli "occhi" e, senza un senso logico, riuscii a vedere. Mi guardai attorno, e vidi solo acqua, completamente nera. Boccheggiai e uscii dall'acqua con la testa per recuperare aria. Mi guardai le mani e vidi che la mia pelle aveva assunto un tono grigiastro, mi sfiorai le orbite con le dita e sentii qualcosa di viscido. Mi portai la mano davanti e vidi un liquido nerastro su di essa. Spalancai la bocca e sentii anche dei denti aguzzi come quelli di uno squalo. Mi rivolsi verso la spiaggia e rividi quelle tre; non seppi mai cosa ci facevano lì ma pensai solo ad una cosa: ucciderle. Mi avvicinai con cautela verso riva e, non appena la capogruppo si girò davanti al mare e le altre due dall'altra parte, Uscii dall'acqua e le saltai addosso, tappandole la bocca. Vidi l'orrore riflesso nei suoi occhi, ma non ci pensai due volte e le strappai la gola coi denti, pelle e muscoli inclusi. Le altre due si girarono che era troppo tardi, presi l'altra e le tirai un pezzo di vetro, prendendola in testa. Infine l'ultima fece una morte più veloce: le aprii lo stomaco e le mangiai la pelle strappata. Mi pulii del loro sangue con la mano e mi misi a ridere. Corsi via e mi rifugiai nella foresta. Non andai avanti dopo due giorni, cacciavo gli animali o le persone, mi riempivo lo stomaco con i loro organi, ma non erano il massimo. Quando uccisi un uomo e mangiato come al solito le sue interiora, mi buttai addosso ad un tronco di un'albero e pensai "Non sopravvivrò così" mi strinsi le ginocchia coperte dai leggins e dalla gonna nere e singhiozzai. I miei capelli che un tempo erano lunghi e castani, ora sono sporchi e senza un taglio preciso. Sentii dei passi venire verso di me, alzai lo sguardo e vidi una sagoma alta, con una corporatura robusta da soldato; misi a fuoco la vista e vidi che aveva i capelli come i miei ed una maschera blu che gli copriva il volto. Portava una felpa nera e dei jeans scuri. Mi disse - Hai mai provato a mangiare i reni? Sai, sono molto dolci e fanno bene - Notai in quel momento che aveva una borsa a tracolla, da cui tirò fuori un rene, lo tese verso di me e io lo presi con un po' di esitazione. Lo assaggiai e in poco tempo me lo divorai. Sentii il ragazzo ridere e io girai la testa dall'altra parte. Si alzò e mi tese una mano per aiutarmi ad alzarmi; la presi e mi alzai, sistemandomi la gonna. Si tolse la maschera e mi sorrise - Io sono Eyeless Jack, piacere. - Lo guardai meglio e vidi che era nel mio stesso problema, ricambiai il sorriso e risposi - Piacere Jack, io sono.... - Mi guardò interrogativo e disse - Non ti ricordi come ti chiami? - Scossi la testa - Allora scegliti un nuovo nome, no? - Aveva una voce profonda ma da un tono gentile, come minimo deve aver avuto 19 anni. Ci pensai su e alla fine risposi

- Sono Eyeless Jess. - Mi sorrise e mi diede un bisturi e la sua maschera, che mi misi con esitazione - Tranquilla, ne ho altre - Gli sorrisi e misi il bisturi in tasca, mi prese per mano e mi disse - Piacere Jess, diventeremo grandi amici, ne sono sicuro - Arrossii, anche se non si notava per la maschera e ce ne andammo via, nel cuore della foresta, dove una nuova vita mi aspettava.

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