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Era ormai un anno che non avevo una relazione, non riuscivo neanche a presentarmi con le ragazze ormai, ero spinto da una grande timidezza nonostante parlassi con ragazze praticamente ogni giorno. Rimasi solo per molto tempo... fino a quel giorno. In una candida mattina d'inverno, uscii per farmi una passeggiata, incontrandolo. Ero andato al parco, chattando al telefono mi accorsi che la mia ciambella era sparita, abbassai lo sguardo e vidi un cane.

"Scusa..."

"Cos... Oh, fa niente, posso ricomprarla..." e feci una risatina alquanto timida.

"Comunque... piacere. Io sono Leonardo, e questa è la mia cagnolina, Cappy."

"Oh, è molto graziosa..."

"Già, è una cagnetta di razza. Afferra ogni cosa le si porga davanti..."

"Oh... Comunque, io sono Gabriele, piacere..."

Si sedette vicino a me mentre la cagnolina faceva di tutto per salirmi addosso. Chissà cosa stava cercando.

"Ehm... Quanti anni hai?"

"16."

"24." Era un big daddy a quanto pare... la cosa mi attizzava. Cosa mi stava succedendo? Ero sempre stato etero... Perché... Perché questa voglia in me?...

A quanto pare mi lesse nella mente, perché mi fece subito una domanda riguardante al mio monologo mentale.

"Sei in una relazione?"

"No... Purtroppo."

"Oh... Da quanto va avanti così?"

"Più o meno un anno." Perché gli stavo rispondendo? Lo avevo appena conosciuto, eppure ero così voglioso di sapere qualcos'altro su di lui... E non solo. Volevo sapere qualcosa anche sul suo... NO! COSA MI SUCCEDE? NON... NON CAPISCO... NO! MI FA UNO STRANO EFFETTO. E' MEGLIO CHE VADA PRIMA CHE-

"So che è una domanda avventata ma... potremmo rivederci?" Il mio cuore batté all'impazzata. Esitai ma poi gli risposi.

"...Si." La sua espressione esprimeva gioia. Io ero felice. Anche Cappy era felice, con quella sua linguetta bavosa di fuori e quella codina scodinzolante a scoprirle il sedere. Cosa succederà ora?

Passò qualche giorno, nei quali cercai di trovare risposte alle mie domande. Nulla. Non ci capivo nulla, ero confuso e felice. Avevo le farfalle nello stomaco e il mio cuore batteva... Mi sentivo leggero... Lo... Lo amavo?...

Ci incontrammo in un insolito Bar. C'erano poche persone, e io e lui ci sedemmo e subito ordinammo. Io presi un caffè e latte e un cornetto, e lui un semplice cappuccino. Non era in compagnia della cagnolina, forse non poteva venire con lui nel Bar questa mattina. Iniziammo a sorseggiare le bevande e io a mangiare il cornetto. Avrei preferito assaporare altro in verità...

"Oggi lei non è con te?"

"Lei?... Oh! Parli di Cappy?"

"Sì hahah"

"L'ho lasciata a casa, qui nel Bar non poteva stare e credo sia più confortevole a casa al caldo che lì fuori al freddo legata ad un palo, no?"

"Sisi... E' tutta sola?"

"Sì, ma se la cava, ha le due ciotole piene e credo stia apposto, con la casa a disposizione. Non è solita combinare guai quindi la lascio tranquillamente vagare per le stanze."

"Oh..." Perché parlavamo della sua cagnetta? Oh, avrei voluto esserci io al suo posto. Essere la sua cagna...

Qualche minuto dopo, finita la colazione, mi chiese di andare a casa sua.

"Senti... ti andrebbe di venire a casa mia?" Disse. Incuriosito e spinto da una strana voglia accettai.

"Oh, ok!"

"Perfetto allora, seguimi" e lasciammo il bar.

Arrivati a casa sua, ci sedemmo sul divano e iniziamo a parlare. Non so cosa dissi o cosa disse lui. Ma ci ritrovammo a limonare, e successivamente nel suo letto.

"Pronto?..."

"S-sì..." dissi. Avevo paura di cosa sarebbe potuto succedere, ma tutto quello che volevo in quel momento era il suo cazzone dentro di me.

Iniziò a trapanarmi il culo piano piano, e poi veloce, molto veloce.

"A...A-AH! AH! GHH NNH AAHH A-A-AA-AH!"

"Vengo!"

"S-SI'! RIEMPIMI DEL TUO LATTE LEO SENPAI!"

"Ghh ahh."

"A-ahh!" Iniziò a baciarmi il collo. Ero come pietrificato, che bella sensazione.

"E' stato... bellissimo."

"S-sì..." dissi, immergendomi sotto le coperte. Avevo una strana sensazione.

"Che ne dici di rivederci? Chessò... magari... nasce molto di più... Un futuro forse."

"... Sì! Quando?" Ero entusiasmato. Una vita intera con lui. Con il suo cazzone.

"Che ne dici venerdì?" E fu così. Venerdì ci incontrammo, ma dietro ad un angoletto.

"Abbassati" mi disse.

"Subito." risposi.

"Brava cagnolina..." sorrise. Ero finalmente la sua cagna. Si sbottonò i pantaloni e mi disse di fargli un pompino. Io eseguì l'ordine senza esitare. Lo sentivo ansimare, suppongo abbia fatto un buon lavoro con la mia boccuccia ormai piena di sborro.

"Che bravo mmh..."

Ingoiai. "Strano..." dissi leccandomi la bocca con la lingua "non l'avevo mai fatto prima." Lui mi guardò interessato.

"Voglio vivere con te per sempre Gabriele."

"Oh... Leo Senpai, mi rendi così felice! Staremo per sempre insieme..."

E fu così per qualche giorno. Finché un giorno, quel maledetto giorno.

"Leo Senpai! Ho comprato i cornetti che mi avevi chie-"

"Oh... Ciao Gabriele." Lo vidi insieme ad un'altra ragazza. Nudi nel letto.

"C-Cosa...L-Leo?..."

"C-C-C-Cosa c'è? Hahahaha" disse quella putrida zoccola sfottendomi. Avrei voluto strozzarla.

"Vedi Gabriele, ti ho preso in giro per tutto questo tempo, nel mentre mi sono preso la tua verginità anale, la tua dignità e ci ho ricavato anche qualche pompino. Qualche si fa per dire..." e rise di gusto accompagnato dalla zoccola.

"LEO! Cosa significa tutto questo?"

"Significa che sei un cornuto." disse lui.

"Esatt, si nu cornut. AAHAHAHAHAHAHHAHAHAH!" disse quella troia.

"Tu chiudi la bocca."

"Tu chiudi il culo."

"Hahahahaha. Beh Gabriele." Disse lui alzandosi dal letto, col suo gingillo al vento. "E' finita allora. Anzi non è mai inziata."

"S-Sei... SEI UNO STRONZO!" Non mi controllai e gli tirai una ceffa. Scappai.

(Riassunto) : Ho il culo largo. Cago meglio.

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